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GIOBBE COVATTA
Sabato 6 dicembre 2008
Teatro Politeama Greco - Lecce
Arriva a Lecce, in esclusiva, il grande comico napoletano
GIOBBE COVATTA con "SEVEN" il
suo ultimo spettacolo dai toni divertenti e sarcastici che in un paio d'anni ha girato tutta l'Italia.
L'occhio irriverente di Covatta, sabato 6 dicembre alle
ore 21.00 presso il Teatro Politeama di Lecce, scoprirà i sette grandi vizi
dell'uomo nelle sue innumerevoli sfaccettature: dalla pena descritta da Dante
agli aspetti ridicoli che ogni vizio umano assume nella cultura moderna, dalla
"realistica immaginazione" di paradossi interculturali alle canzoni
che trasformano vizi in virtù.
Sette come sono sette i vizi capitali, quelle azioni che
portano l'uomo alla perdizione, qui esaminati alla luce dell'occhio ironico e
irriverente dell'artista.
Superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia ed
accidia: se la terminologia biblica è sicuramente un po' desueta nella cultura
moderna, Giobbe dimostrerà che le esperienze che descrivono e che sintetizzano
queste sette definizioni sono tutt'altro che desuete. Tenterà di riscrivere i
vizi capitali inseriti nell'odierna cultura occidentale e di mostrare come,
oggi come allora, essi siano massicciamente e frequentemente praticati.
Osserverà come spesso i sette vizi siano un modo di essere, addirittura
irrinunciabile o venerato dalla nostra cultura, generando spesso ridicole
contraddizioni nelle quali il nostro stile di vita incorre.
Sette personaggi guideranno il pubblico in questo viaggio
tra i vizi umani generando occasioni dalla travolgente comicità ma anche, come
sempre, spunti per avvicinarsi e riflettere sui grandi temi sociali del nuovo
millennio.
Ma sarà un viaggio anche musicale questo con Giobbe
Covatta: la sua "piccola orchestra", al seguito dei viaggiatori-spettatori
col compito di connotare i punti salienti dello spettacolo, è in realtà
governata da una mano superiore che gli impone di accrescere, senza alcuna
pietà, la velocità del metronomo e del ritmo infernale dello spettacolo! E
viene il sospetto che la mano sia proprio quella di un esordiente cantante.
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