Arte e Cultura Salento

Lungo tutta la Penisola Salentina e nell’immediato entroterra si trovano numerosi castelli, monumenti, musei, palazzi e belle ville nobiliari, a testimonianza di un passato ricco di storia e di fascino. Un patrimonio artistico invidiabile che attraverso un itinerario ideale porta alla scoperta della storia, dell’arte e delle antiche tradizioni del territorio.Durante la stagione estiva i castelli e i musei sono generalmente visitabili dal mattino fino al tramonto, con una breve pausa pranzo. Le ville storiche sono quasi tutte di proprietà privata, e pertanto solo in alcuni casi sono visitabili facendo richiesta direttamente ai proprietari, oppure in occasione di particolari manifestazioni o di qualche concerto estivo (chiedere in loco).

GALLIPOLI
Il Castello

Questo grandioso fabbricato sito a levante della città domina sia il ponte, sia il porto che gli sta a tramontana; sovrasta il mare sia verso scirocco, che verso levante; è unito alla città tramite un ponte anticamente levatoio in legno. In origine era fiancheggiato da due bastioni grandissimi di forma rotonda e di uguale struttura, che col passare del tempo, a causa della continua esposizione alle intemperie del mare, crollarono, formando una valida scogliera contro l’impeto dei marosi a difesa del castello. La particolarità del Castello Gallipolino sta nell’essere uno degli ormai rarissimi Castelli ad essere bagnato direttamente dal mare, ed il fatto che la sua costruzione, che risale al 1281 ad opera di Carlo I d’Angiò, dimostra che si è trattato di un’opera di altissima e ardita tecnologia ingegneristica. Tutt’oggi il Castello, pur privato nel tempo di qualsiasi tipo di restauro conservativo, si presenta forte e sicuro nella sua maestosità.La Fontana Greco- RomanaDi grande rilievo artistico è la fontana greco-romana, ritenuta e stimata la più antica d’Italia. Sorge in prossimità del ponte che congiunge il borgo nuovo alla città vecchia. Questa fontana ha due fronti: uno a tramontana di fresca struttura e che, francamente, merita pochi commenti, e l’altro, a scirocco, molto più antico e, purtroppo, molto più rovinato dall’aggressione delle intemperie. Costruita presumibilmente intorno al III secolo a.C., era posta originariamente nell’area delle antiche terme, oggi denominata fontanelle; nel 1548 venne trasportata in luogo più vicino alla città nei pressi della scomparsa chiesa di San Nicola, dove rimase fino al 1560, per venire di nuovo smontata e ricostruita nel luogo ove sorge attualmente. La facciata a Sud è divisa in tre quadri da quattro cariatidi, che sorreggono l’architrave e un ricco decoro, ed è alta circa 5 mt. Nei suoi bassorilievi ricavati da lastre di pietra dura locale, sono rappresentate le tre metamorfosi delle mitologiche Dirce, Dalmace e Biblide; nella parte superiore dei tre gruppi di sculture sono incisi dei distici latini di contenuto morale attinenti alle tre leggende.

OTRANTO
Il Castello
L’impianto aragonese fu progettato da Ciro Ciri con la partecipazione di Francesco di Giorgio Martini e fatto costruire, tra il 1485 e il 1498, da Ferdinando I D’Aragona, inglobando le fortificazioni sveve ed i miglioramenti introdotti dai Turchi che avevano occupato la città per più di un anno (1480).Cinto da un fossato, presenta pianta pentagonale ed irregolare, tre torrioni cilindrici angolari e, sul lato mare, un affilato bastione a lancia aggiunto con i baluardi esterni nel 1578; sul bastione sono gli stemmi di Antonio De Mendoza e di Don Pedro da Toledo.Sul portale d’ingresso campeggia il grande stemma di Carlo V.

La Cattedrale
La cattedrale otrantina venne dunque fondata ex novo intorno al 1080 con la precisa intenzione di imporre in terra greca il modello basilicale della Riforma; è probabile che una prima e più semplice redazione abbia previsto una basilica orientata a tre navate, con due file di arcate su pilastri, vasto transetto ad aula unica concluso da tre absidi, e che solo in un secondo momento – comunque entro la metà del XII secolo – si sia posta la necessità di un adeguamento a necessità e tempi nuovi. Questo avrebbe comportato la tripartizione del transetto mediante possenti arcate trasverse, e la sopraelevazione del corpo longitudinale comprensiva di sostituzione dei pilastri con colonne e capitelli marmorei, anche se a tutt’oggi – a livello di percezione – la chiesa conserva nelle proporzioni e nella spazialità l’impronta arcaica risalente al progetto originario.

 

LECCE
Piazza S.Oronzo
Il nome della piazza è dato dal santo di cui troviamo una statua sulla sommità della colonna di S. Oronzo del 1666. La piazza è situata nel centro abitato, caratterizzato da un’edilizia in parte tardo-ottocentesca e in parte del’900. Nelle vicinanze troviamo il Sedile, detto anche palazzo del Seggio e sede del Comune sino al 1851, costituito da portali dalle forme gotiche e da un ampio loggiato superiore.

Piazza del Duomo

La piazza, che costituisce un ampio spazio dal quale si entra attraverso un “propileo” coronato da una balaustra e statue, è racchiusa da numerosi palazzi barocchi e dalla chiesa principale della città. Nella parte destra si innalza l’edificio del Seminario, con una decoratissima loggetta sopra il portale, finestre dalle ricche cornici e un pozzo barocco situato nel cortile interno. Del 1632 è, invece, il Palazzo vescovile caratterizzato da un loggiato su archi divisi da semicolonne.
Anfiteatro
Si tratta del monumento meglio conservato del periodo romanico della città ed occupa buona parte della piazza S. Oronzo. Costruito intorno al II secolo, ne resta il settore più basso delle gradinate, separate dall’arena da una balaustra.

SANTA MARIA DI LEUCA
Il Santuario
Il santuario, sorto sul posto di un tempio di Minerva, è chiamato anche de Finibus Terrae, che significa « ai confini della Terra ». Esso è mèta di frequenti pellegrinaggi. Il popolo ritiene che, non facendo una visita al santuario mentre si è vivi, si dovrebbe farla dopo la morte per avere accesso al Regno dei Cieli. Il Santuario di Santa Maria di Leuca, risalente al primo secolo d.C., durante i secoli subì danni e distruzione, ad opera di saraceni e altri invasori, ed è stato finalmente riedificato nel 1720 come appare oggi.

PORTO CESAREO
Parco Marino
Porto Cesareo grazie al suo “porto naturale” che si affaccia sull’Isola Grande, detta anche Isola dei Conigli è uno dei più bei posti della costa salentina. Essa dista solo 500 m dalla costa ed è ricoperta da una folta pineta di ‘Pino d’Aleppo’ e da acacie, piantate dai forestali nel circa 40 anni fa. I fondali presentano un caratteristico ambiente sub-tropicale con associazioni animali molto particolari e tipiche dei mari caldi. Il coralligeno, per la presenza di madreporari, si trova a profondità minime ed a brevissima distanza dalla costa. Si incontrano infine coloratissimi nudibranchi ed il gasteropode “Mitra zonata”, la cui conchiglia scura a fasce marroni chiare è molto ricercata e considerata una vera rarità dai collezionisti. Il litorale della riserva di Porto Cesareo è molto frastagliato e vario: dalle spianate calcaree dei terrazzi si passa alle spiagge, dove la duna costiera ospita una fitta vegetazione arbustiva tra golfi, insenature, speroni rocciosi, scogli e isolotti. L’integrità dei fondali è testimoniata dal recente avvistamento di alcuni giovani esemplari di Caretta caretta, che è ormai una rarità in Italia peninsulare. In forma ufficiosa l’annuncio della istituzione di n.6 riserve marine, tra cui quella di Porto Cesareo, era già stato dato dal Ministro Ronchi in occasione della Prima Conferenza Nazionale Aree Naturali Protette organizzata a Roma, dal 25-28 settembre 1997, dal Ministro dell’Ambiente. L’area interessa i comuni Porto Cesareo e di Nardò, entrambi della Provincia di Lecce.

GALATINA

La Chiesa Madre (o Chiesa Matrice o Duomo)

 

Dedicata agli apostoli Pietro e Paolo, Santi Patroni e protettori della città, risale ad epoca abbastanza antica anche se con sicurezza non è possibile precisare l’anno della sua fondazione. Comunque, approssimativamente intorno alla metà del XIV secolo, può essere stabilito almeno il tempo in cui venne dato inizio ad una delle più antiche costruzioni di questo tempio. Di certo in questa chiesa si officiò in rito greco sino ai tempi del pontefice Sisto IV (1471-1484), allorquando questi ingiunse a tutti gli ecclesiastici delle diocesi salentine di adottare il rito latino. Chiesa parrocchiale, ridotta nel tempo in precarie condizioni statiche, venne riedificata negli anni 1621-1633, e da Parrocchia venne elevata a Collegiata nel 1664. La costruzione dell’edificio venne ripresa successivamente nel secolo seguente e portata a termine nel 1770. La chiesa, in stile tardo barocco, è in pietra leccese. Essa affaccia sulla omonima piazza San Pietro e sembra molto verosimile che in un primo tempo la stessa potesse essere dedicata non ai Prìncipi degli Apostoli, ma all’Immacolata Concezione di Maria. Di notevole interesse gli affreschi della volta, del napoletano Vincenzo Paliotti, con alcuni episodi della Vita di S.Pietro, del 1875, insieme con gli splendidi altari in marmo policromo. Di gran pregio quello dell’antico cappellone del Sacramento, della seconda metà del ‘600, distrutto dal terremoto del 1701 e rifatto, dove c’è la bellissima statua dell’Immacolata, in marmo bianco, opera scultorea di Giuseppe Sammartino. Pregevoli anche le tele situate nella chiesa e nella sacrestia, con le mirabili Lavanda dei piedi, del 1756, di Serafino Elmo, e Gesù che cammina sulle acque e Apparizione di Cristo a San Pietro, tutte nel retrospetto della facciata. Assolutamente da non trascurare: fermarsi ad ammirare il S. Pietro, statua a mezzobusto in argento, e il tesoro delle reliquie e degli arredi sacri (quando sia possibile), cospicuo dono di mons. Lorenzo Mongiò, vescovo di Lanciano e poi di Pozzuoli, alla Collegiata di Galatina.

MAGLIE
Duomo o chiesa della Collegiata.
E’ la principale chiesa della città e mantiene la denominazione alla greca di chiesa Grande.
Sorge sullo stesso luogo di due precedenti matrici, rispettivamente del XVI e XIV secolo. Sebbene i documenti disponibili non permettono di indicare né il progettista né gli anni di costruzione, tuttavia attraverso comparazioni stilistiche è possibile fissare la costruzione nella seconda metà del ‘700 ed attribuirne il progetto all’architetto Felice de Palma di Alessano.
Di un grazioso barocchetto, sviluppa piani di facciata in morbido chiaroscuro seguendo l’andamento della strada.
L’interno a croce latina presenta tre ampie navate voltate alla leccese ed impostate su solidi pilastri. Emergono per la loro qualità plastica i due altari delle testate del transetto ed il Maggiore, tutti scolpiti in pietra leccese da Emanuele Orfanoe dipinti a marmo (mano?!). Il Maggiore è sormontato dalla statua della Madonna della Misericordia ed ai capialtare da quelle degli apostoli Pietro e Paolo; nel presbiterioil coro ligneo a 80 stalli, opera tardo settecentesca.
Nel braccio destro del transetto la cappella del Sacramento, rivestita di marmi policromi, opera del mormorano napoletano Domenico d’Aloia. Sulle pareti laterali due ovali dipinti da Oronzo Tiso: la Madonna col Bambino e San Gaetano trienne in uno e San Francesco da Paola nell’altro. Sulle macchine degli altari del transetto tele del napoletano Pietro Bardellino e del ruffanese Saverio Lillo.

CASARANO
Chiesa Matrice Maria Santissima Annunziata
La chiesa fu costruita su volere esplicito del Vescovo Orazio Fortunato, dal 1699 al 1712 su un luogo di culto preesistente, di cui qualche traccia resta ancora all’esterno lungo il fianco destro.Nella facciata sulla sommità del portale si apre una nicchia con la statua di S. Giovanni Elemosiniere, patrono della città, con accanto due statue di arcangeli. Nella parte superiore in un tondo sono riportate la data di ultimazione dei lavori e l’indicazione della provenienza dei contributi. La facciata si completa con due nicchie in cui sono poste le statue dei Santi Pietro e Paolo.L’interno a croce latina con copertura a stella, si articola con il presbiterio, con il transetto e con cinque cappelle laterali, tre sul lato destro della navata e due sul lato sinistro.Sulla controfacciata è collocata la grande tela raffigurante la Fornace di Babilonia del pittore leccese Oronzo Tiso (sec. XVIII).A sinistra dell’ingresso è collocato il Battistero.

SANTA CESAREA TERME
Palazzo Miramare
Il Palazzo “Miramare” è stato fatto costruire dal Senatore Tamborrino all’inizio degli anni ’30, esso doveva essere usato per le vacanze estive dei dipendenti della propria Banca (La banca Tamborrino che esiste ancora oggi). Successivamente parte del palazzo fu utilizzata come albergo, casinò e cinema. Le truppe americane durante l’ultima guerra utilizzarono il palazzo come quartier generale, in quel periodo gli americani fecero costruire le piazzole a mare.Negli anni ottanta parte dei locali, già utilizzati per il cinema e/o il casinò, sono stati adibiti ad abitazioni estive di particolare pregio vista l’ampia terrazza che si affaccia sul mare.

NARDO’
Centro storico
a Città è di leggendaria ed antichissima origine. Il Centro Storico ha il suo fulcro in Piazza Salandra, caratterizzata da monumenti civili e religiosi di imponente bellezza, sorti fra il XVI ed il XVIII Sec. (quali il Sedile, la Guglia dell’Immacolata, il Palazzo di Città, oggi della Pretura). E’ nelle immediate vicinanze anche la Chiesa barocca di S. Domenico. La Cattedrale, di origine romanica, è in Piazza Pio XI: al suo interno si conservano pregevoli affreschi di varie epoche ed è venerato il Cristo Nero; nel 2000 è stata meta di pellegrinaggi in quanto inserita nei percorsi Giubilari.

COPERTINO
Castello
Sorto in epoca normanna-sveva, venne ampliato e ingentilito dagli Angioini. Si presume che tra queste mure nacque Isabella Chiaromonte, figlia di Tristano e Caterina Orsini del Balzo, che divenne regina di Napoli.Sorto in epoca normanna-sveva, venne ampliato e ingentilito dagli Angioini. Si presume che tra queste mure nacque Isabella Chiaromonte, figlia di Tristano e Caterina Orsini del Balzo, che divenne regina di Napoli. L’imponente struttura militare che appare ai nostri occhi fu realizzata nel 1540 secondo i canoni architettonico-militari imposti dalla scoperta della polvere da sparo. Il progetto è opera dell’architetto militare Evangelista Menga che lo eseguì per volere di Alsonso Castriota, giusto quanto si legge lungo la cortina est: DON ALFONSUS CASTRIOTA MARCHIO ATRIPALDAE / DUX PRAEFECTUSQUE CAESARIS ILLUSTRIUM DON ANTONII GRANAI CASTRIOTAE ET MARIAE CASTRIOTAE CONIUNGUM (sic!) DUCUM FERRANDINAE ET COMITUM CUPERTINI PATER PATRUUS ET SOCER ARCEM HANC AD DEI OPTIMI MAXIMI HONOREM CAROLI V RE / GIS ET IMPERATORIS SEMPER AUGUSTI STATUM ANNO DOMINI MDXL.

La Chiesa Matrice
La Collegiata è una tra le chiese della Diocesi di Nardò più ricche di storia. Essa rappresenta lo scrigno della storia religiosa e civile di Copertino. La costruzione fu iniziata da Goffredo il Normanno nel 1088 e terminata nel 1235 da Manfredi di Svevia il quale la dotò di numerosi privilegi elevandola a Basilica con il titolo di Vergine delle Nevi.Dedicazione che sostituì quella originale dell’Assunta. Nel ‘400, Tristano Chiaromonte, confermò gli antichi privilegi svevi e la dotò di alcune prerogative che consentirono al Capitolo collegiale di contrapporsi al potere episcopale della Diocesi di Nardò dalla quale dipendeva. La struttura che oggi si vede è la sintesi di diversi rifacimenti avenuti nel corso dei secoli. Tra i più importanti risulta il pentagonale vano absidale realizzato nel 1576 dal clan del mastro neritino Francesco Maria Tarantino. Di notevole eccezionalità linguistica tutta neretina è la cinquecentesca torre campanaria

CASTRO
La Grotta Zinzulusa
Gioiello di Castro Marina
L’antico ‘Accampamento fortificato’ (Castrum) romano, autentica piccola perla del Salento, è oggi una rinomata località turistica che si affaccia sul Adriatico, quasi alla fine del tacco d’Italia. La bellezza del mare, tra l’azzurro e il verde e il candore del paese, diviso in Castro vero e proprio e Castro Marina, meritano da soli la visita e la vacanza.
La Grotta Zinzulusa, poi, con il suo particolare drappeggio di stalattiti erose dal mare, che sembrano stracci appesi ad asciugare (‘zinzuli’), si apre sul mare in un tratto stupendo, ricco di piccole grotte e con un fondale che, nonostante la profondità, è trasparente e ricco di colori.
La grotta, nell’antichità remota, era abitata; vi sono stati rinvenuti importanti resti paleontologici e paletnologici; nonostante la vicinanza col mare, si tratta di una grotta carsica, ricca di fenomeni tipici, come le stalattiti e le stalagmiti.

UGENTO
Cattedrale dell’Assunta
Dopo essere stata distrutta dai Saraceni nel 1537, la Cattedrale dell’Assunta fu ricostruita nel 1700.
Di particolare interesse la balaustra realizzata in marmo policromatico, l’Altare Maggiore e, infine, uno splendidi quadro, originario dall’antica cattedrale dedicato alla Vergine del Rosario.

Palazzo Vescovile
Accanto alla Cattedrale è possibile ammirare il Palazzo Vescovile, ricostruito nel diciottesimo secolo sulle rovine del precedente o con quello che rimaneva dell’edificio distrutto nel 1537. Di particolare pregio l’atrio con una ricca fonte battesimale.

TRICASE
Palazzo Principesco dei Gallone
Fra i monumenti più significativi di Tricase primeggia il Castello o Palazzo dei Principi Gallone, ora proprietà e sede del Municipio. Questo grandioso palazzo principesco risulta formato da tre elementi principali: la Torre, il Torrione e il Corpo vero e proprio dell’edificio. Le prime due parti sono le più antiche e conservano ancora le caratteristiche strutture del Trecento; il nucleo centrale, costruito nel 1661 da Stefano II Gallone, primo Principe di Tricase, costituisce il corpo del
Castello. Il Palazzo, che ha l’aspetto del palazzo e del castello insieme, come tutti i castelli feudali di quel tempo, fu trasformato in abitazione dalla Famiglia Gallone. La tradizione vuole che Stefano II Gallone abbia voluto fare tante stanze quanti i giorni dell’anno e una sala detta “del trono”, di metri 24,30 x 11,70, tanto grande da contenere più di mille persone. Negli anni cinquanta, essendo il palazzo compreso tra i beni in vendita, fu comprato dal Comune di Tricase. Negli ultimi periodi si è proceduto al restauro e ad una diversa valorizzazione dello storico monumento.

GALATONE
Castello di Fulcignano
Avamposto di una linea difensiva realizzata nel Salento meridionale dai Normanni, il castello di Fulcignano ha forma quadrangolare con mura alte circa 8 metri e spesse 2.60. Il fronte del fabbrico guarda ad oriente ed è rafforzato da due torri quadrate. Si entra nel recinto attraverso un arco a sesto acuto. Il massimo splendore di Fulcigano è attestato attorno alla metà del secolo XIV. La sua decadenza avviene in conseguenza delle guerre angioine ed a quelle tra Orsini del Balzo e Ottino de Caris.Chiesa MadreDedicata a Maria SS. Assunta, è la chiesa maggiore del paese costruita da Giovanni Maria Tarantino e Scipione Fanuli dal 1591 al 1595. L’interno a forma di croce latina, ha quattro cappelle per lato nella navata e due nel transetto.

Il campanile, eseguito in periodi differenti tra il 1599 ed il 1750, è a tre piani a forma di prismi sovrapposti. Tele di pregio artistico sono: la tela di S. Sebastiano eseguita da Mattia Preti e la tela della Crocifissione eseguita da Donato Antonio D’Orlando. L’archivio storico della chiesa è custode di 3 codici greci.

SPECCHIA
Castello Protonobilissimo-Risolo
E’ una costruzione cinquecentesca ma con visibili rifacimenti che risalgono ad epoca secentesca e settecentesca. Un tempo della famiglia Ratta, poi dei Del Balzo, Di Capua, Gonzaga, dei Branda, dei Trani, dei Protonobilissimo, marchesi di Specchia nel 1500 e 1600, appartiene oggi alla famiglia Risolo. Imponente è il portale sormontato, all’altezza della chiave di volta, dallo stemma di famiglia. Ai lati, su due basette, sono collocati due mezzibusti. Un’ampia loggiata sovrasta il portale d’ingresso. Sulla sinistra si erge una maestosa torre merlata.

Chiesa Parrocchiale
Fu edificata nel 1605 ma nel ‘700 è stata rifatta la facciata e la navata centrale. Sempre in questo periodo sono strate costruite le due navate laterali a causa dell’aumento della popolazione. I pilastri sono in pietra leccese stuccati alla veneziana mentre gli archi trionfali sono decorati con motivi floreali.

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