Conoscere il Salento

Per conoscere il Salento è necessario percorrere due itinerari partendo da Lecce: l’uno lungo la «Riviera azzurra salentina» verso Otranto che prosegue, dopo il Capo, dove l’Adriatico finisce e si fonde con lo Jonio, sino a Leuca; l’altro lungo la «Riviera nirentina» sulla costa jonica verso Nardò sino a Gallipoli. Otranto è la città degli Ottocento Martiri trucidati dai Turchi di Maometto II nel 1480 durante il «sacco» famoso. Presso la costa adriatica appare scintillante d’argento lo specchio pescoso dei Laghi Alimini. Sulla litoranea quasi tutta tagliata nella roccia, si aprono le marine di San Cataldo, San Foca, Otranto, Porto Badisco, Torre dell’Orso, Castro, Santa Cesarea, sino al Capo di Leuca che spartisce i due mari. Macchie verdi di pinete si alternano agli arenili, agli scogli, alle grotte.

A Porto Badisco torna alla memoria il grido di Acate e degli altri compagni di Enea «Italiam, Italiam», al primo apparire del lido italico secondo il racconto virgiliano. A Santa Cesarea le terme naturali hanno larga rinomanza per le loro qualità terapeutiche.

Il luogo è pittoresco e ameno. Moderna e ineccepibile vi è l’attrezzatura alberghiera e sanitaria. Castro è uno dei luoghi più suggestivi del Salento per la sua posizione panoramica e la sua marina. Nei pressi, le grotte «Romanelli» e «Zinzulusa» sono di grande importanza paleontologica e turistica. Di non minore interesse l’«Abisso», profondo e misterioso, presso Porto Badisco e la «Grotta del Diavolo» presso Leuca.

Alla punta estrema dello «Stivale d’ltalia» è il Capo di Santa Maria di Leuca col Santuario della Madonna «Finibus Terrae» (ai confini della Terra), meta incessante di pellegrinaggi secondo una leggenda cristiana, il Santuario di Leuca è l’anticamera terrestre del Paradiso. L’itinerario da Lecce a Gallipoli offre al turista altre bellezze ed altre meraviglie. Una corona di centri balneari e di dolcissime spiagge su un mare ceruleo e limpidissimo punteggia la costa ionica del Salento.

Dopo Nardò, l’antica «Niretum», di origine messapica e poi municipio romano e roccaforte bizantina che conserva un’imponente Cattedrale romanica, si stende la Riviera nirentina, costellata di marine, spiagge, pinete: Santa Caterina di Nardò, Santa Maria al Bagno, caratterizzata dalle «Quattro Colonne», Torre Suda, Torre Vado, Porto Cesareo e Gallipoli. La bianca città di Gallipoli, tutta circondata dal mare, merita veramente l’appellativo di «bella» che è nell’ètimo greco, per la posizione incantevole, per la singolarità dei suoi monumenti (dal Castello Angioino che dal mare fa buona guardia all’abitato, alla Cattedrale di Sant’Agata e alla Fontana Ellenica), per la bellezza del panorama, lo splendore del Lido, la fervida operosità degli abitanti. Nelle viuzze tortuose del centro e nella candida distesa delle sue case fa presentire l’Oriente.

Vestigia d’insediamenti preistorici sono numerose nelle campagne del Salento. «Dolmen» (grandi blocchi di pietra) e «Menhir» (grezze stele tombali) sono visibili in «terra d’Otranto» tra Giuggianello e Minervino di Lecce, a Muro Leccese e nei pressi di Melendugno.

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