Luoghi Religiosi

Sono molti i luoghi dello spirito della sponda leccese del Salento tra chiese, eremi, monasteri e santuari, edificati a pochi metri dal mare o appartati nel verde degli ulivi o inseriti nel tessuto urbano dei piccoli borghi. Nella maggior parte dei casi le chiese conservano ancora pressoché intatti lo stile romanico e l’aspetto sobrio ed essenziale, spoglio da ornamenti e aggiunte sfarzose, finalizzato alla meditazione silenziosa e alla preghiera. Oggi questi luoghi della fede sono preziose tappe di un viaggio nel tempo attraverso la spiritualità della gente del Salento, che invitano alla quiete e alla pace interiore, proprio nel bel mezzo di uno dei più frequentati e vivaci comprensori turistici del Sud Italia.

Normalmente le chiese parrocchiali sono aperte tutti i giorni, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 22.00

La Cattedrale di Otranto

La cattedrale otrantina venne dunque fondata ex novo intorno al 1080 con la precisa intenzione di imporre in terra greca il modello basilicale della Riforma; è probabile che una prima e più semplice redazione abbia previsto una basilica orientata a tre navate, con due file di arcate su pilastri, vasto transetto ad aula unica concluso da tre absidi, e che solo in un secondo momento – comunque entro la metà del XII secolo – si sia posta la necessità di un adeguamento a necessità e tempi nuovi. Questo avrebbe comportato la tripartizione del transetto mediante possenti arcate trasverse, e la sopraelevazione del corpo longitudinale comprensiva di sostituzione dei pilastri con colonne e capitelli marmorei, anche se a tutt’oggi – a livello di percezione – la chiesa conserva nelle proporzioni e nella spazialità l’impronta arcaica risalente al progetto originario.

SANTA MARIA DI LEUCA
Il Santuario
Il santuario, sorto sul posto di un tempio di Minerva, è chiamato anche de Finibus Terrae, che significa « ai confini della Terra ». Esso è mèta di frequenti pellegrinaggi. Il popolo ritiene che, non facendo una visita al santuario mentre si è vivi, si dovrebbe farla dopo la morte per avere accesso al Regno dei Cieli. Il Santuario di Santa Maria di Leuca, risalente al primo secolo d.C., durante i secoli subì danni e distruzione, ad opera di saraceni e altri invasori, ed è stato finalmente riedificato nel 1720 come appare oggi.

Galatina

La Chiesa Madre (o Chiesa Matrice o Duomo)

Dedicata agli apostoli Pietro e Paolo, Santi Patroni e protettori della città, risale ad epoca abbastanza antica anche se con sicurezza non è possibile precisare l’anno della sua fondazione. Comunque, approssimativamente intorno alla metà del XIV secolo, può essere stabilito almeno il tempo in cui venne dato inizio ad una delle più antiche costruzioni di questo tempio. Di certo in questa chiesa si officiò in rito greco sino ai tempi del pontefice Sisto IV (1471-1484), allorquando questi ingiunse a tutti gli ecclesiastici delle diocesi salentine di adottare il rito latino. Chiesa parrocchiale, ridotta nel tempo in precarie condizioni statiche, venne riedificata negli anni 1621-1633, e da Parrocchia venne elevata a Collegiata nel 1664. La costruzione dell’edificio venne ripresa successivamente nel secolo seguente e portata a termine nel 1770.La chiesa, in stile tardo barocco, è in pietra leccese. Essa affaccia sulla omonima piazza San Pietro e sembra molto verosimile che in un primo tempo la stessa potesse essere dedicata non ai Prìncipi degli Apostoli, ma all’Immacolata Concezione di Maria. Di notevole interesse gli affreschi della volta, del napoletano Vincenzo Paliotti, con alcuni episodi della Vita di S.Pietro, del 1875, insieme con gli splendidi altari in marmo policromo.Di gran pregio quello dell’antico cappellone del Sacramento, della seconda metà del ‘600, distrutto dal terremoto del 1701 e rifatto, dove c’è la bellissima statua dell’Immacolata, in marmo bianco, opera scultorea di Giuseppe Sammartino. Pregevoli anche le tele situate nella chiesa e nella sacrestia, con le mirabili Lavanda dei piedi, del 1756, di Serafino Elmo, e Gesù che cammina sulle acque e Apparizione di Cristo a San Pietro, tutte nel retrospetto della facciata. Assolutamente da non trascurare: fermarsi ad ammirare il S. Pietro, statua a mezzobusto in argento, e il tesoro delle reliquie e degli arredi sacri (quando sia possibile), cospicuo dono di mons. Lorenzo Mongiò, vescovo di Lanciano e poi di Pozzuoli, alla Collegiata di Galatina.

MAGLIE
Duomo o chiesa della Collegiata.
E’ la principale chiesa della città e mantiene la denominazione alla greca di chiesa Grande.
Sorge sullo stesso luogo di due precedenti matrici, rispettivamente del XVI e XIV secolo. Sebbene i documenti disponibili non permettono di indicare né il progettista né gli anni di costruzione, tuttavia attraverso comparazioni stilistiche è possibile fissare la costruzione nella seconda metà del ‘700 ed attribuirne il progetto all’architetto Felice de Palma di Alessano.

Di un grazioso barocchetto, sviluppa piani di facciata in morbido chiaroscuro seguendo l’andamento della strada.
L’interno a croce latina presenta tre ampie navate voltate alla leccese ed impostate su solidi pilastri. Emergono per la loro qualità plastica i due altari delle testate del transetto ed il Maggiore, tutti scolpiti in pietra leccese da Emanuele Orfanoe dipinti a marmo (mano?!). Il Maggiore è sormontato dalla statua della Madonna della Misericordia ed ai capialtare da quelle degli apostoli Pietro e Paolo; nel presbiterioil coro ligneo a 80 stalli, opera tardo settecentesca.

Nel braccio destro del transetto la cappella del Sacramento, rivestita di marmi policromi, opera del mormorano napoletano Domenico d’Aloia. Sulle pareti laterali due ovali dipinti da Oronzo Tiso: la Madonna col Bambino e San Gaetano trienne in uno e San Francesco da Paola nell’altro. Sulle macchine degli altari del transetto tele del napoletano Pietro Bardellino e del ruffanese Saverio Lillo.

CASARANO

Chiesa Matrice Maria Santissima Annunziata
La chiesa fu costruita su volere esplicito del Vescovo Orazio Fortunato, dal 1699 al 1712 su un luogo di culto preesistente, di cui qualche traccia resta ancora all’esterno lungo il fianco destro.Nella facciata sulla sommità del portale si apre una nicchia con la statua di
S. Giovanni Elemosiniere, patrono della città, con accanto due statue di arcangeli. Nella parte superiore in un tondo sono riportate la data di ultimazione dei lavori e l’indicazione della provenienza dei contributi. La facciata si completa con due nicchie in cui sono poste le statue dei Santi Pietro e Paolo.L’interno a croce latina con copertura a stella, si articola con il presbiterio, con il transetto e con cinque cappelle laterali, tre sul lato destro della navata e due sul lato sinistro.

Sulla controfacciata è collocata la grande tela raffigurante la Fornace di Babilonia del pittore leccese Oronzo Tiso (sec. XVIII).
A sinistra dell’ingresso è collocato il Battistero.

La Collegiata è una tra le chiese della Diocesi di Nardò più ricche di storia. Essa rappresenta lo scrigno della storia religiosa e civile di Copertino. La costruzione fu iniziata da Goffredo il Normanno nel 1088 e terminata nel 1235 da Manfredi di Svevia il quale la dotò di numerosi privilegi elevandola a Basilica con il titolo di Vergine delle Nevi.Dedicazione che sostituì quella originale dell’Assunta. Nel ‘400, Tristano Chiaromonte, confermò gli antichi privilegi svevi e la dotò di alcune prerogative che consentirono al Capitolo collegiale di contrapporsi al potere episcopale della Diocesi di Nardò dalla quale dipendeva. La struttura che oggi si vede è la sintesi di diversi rifacimenti avenuti nel corso dei secoli. Tra i più importanti risulta il pentagonale vano absidale realizzato nel 1576 dal clan del mastro neritino Francesco Maria Tarantino. Di notevole eccezionalità linguistica tutta neretina è la cinquecentesca torre campanaria

Gallipoli

Duomo o chiesa della Collegiata.

E’ la principale chiesa della città e mantiene la denominazione alla greca di chiesa Grande.

Sorge sullo stesso luogo di due precedenti matrici, rispettivamente del XVI e XIV secolo. Sebbene i documenti disponibili non permettono di indicare né il progettista né gli anni di costruzione, tuttavia attraverso comparazioni stilistiche è possibile fissare la costruzione nella seconda metà del ‘700 ed attribuirne il progetto all’architetto Felice de Palma di Alessano.

Di un grazioso barocchetto, sviluppa piani di facciata in morbido chiaroscuro seguendo l’andamento della strada.
L’interno a croce latina presenta tre ampie navate voltate alla leccese ed impostate su solidi pilastri. Emergono per la loro qualità plastica i due altari delle testate del transetto ed il Maggiore, tutti scolpiti in pietra leccese da Emanuele Orfanoe dipinti a marmo (mano?!). Il Maggiore è sormontato dalla statua della Madonna della Misericordia ed ai capialtare da quelle degli apostoli Pietro e Paolo; nel presbiterioil coro ligneo a 80 stalli, opera tardo settecentesca.

Nel braccio destro del transetto la cappella del Sacramento, rivestita di marmi policromi, opera del mormorano napoletano Domenico d’Aloia. Sulle pareti laterali due ovali dipinti da Oronzo Tiso: la Madonna col Bambino e San Gaetano trienne in uno e San Francesco da Paola nell’altro. Sulle macchine degli altari del transetto tele del napoletano Pietro Bardellino e del ruffanese Saverio Lillo.

S.ta-Domenica-Scorrano-2011

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